Quando pensiamo alla politica, spesso ci vengono in mente le elezioni, i partiti o i dibattiti in Parlamento. Ma c’è un’altra faccia della politica che ha un impatto concreto e quotidiano sulle nostre vite: sono le politiche pubbliche. Riguardano la scuola che frequentiamo, l’ospedale in cui ci curiamo, il trasporto pubblico che usiamo ogni giorno. Eppure, sono ancora poco conosciute.
Politica e politiche: una distinzione importante
La “politica” è il mondo dei partiti, del potere, delle elezioni. Le “politiche”, invece, sono le decisioni pratiche che i governi prendono per risolvere problemi concreti: come gestire l’ambiente, come redistribuire le risorse, come garantire sicurezza o educazione. Capire le politiche pubbliche significa capire cosa fa davvero uno Stato per i suoi cittadini.
Cos’è una politica pubblica?
Secondo lo studioso Harold Lasswell, pioniere della scienza politica e tra i primi ad analizzare i processi decisionali nelle politiche pubbliche, una politica pubblica è “un programma di azione proiettato verso il futuro, basato su obiettivi di valore e azioni per realizzarli”. In altre parole: è un piano concreto, con uno scopo preciso e strumenti per raggiungerlo.
Invece per Theodore Lowi, politologo americano e professore alla Cornell University, noto per i suoi studi sul rapporto tra diritto e politica, è una norma decisa da un’autorità pubblica per influenzare il comportamento dei cittadini, usando premi o sanzioni.
Entrambi ci ricordano che le politiche pubbliche:
- sono deliberate e intenzionali
- hanno un impatto normativo (modificano comportamenti)
- coinvolgono attori pubblici legittimati (Parlamento, Governo, enti locali)
- non finiscono con la legge: devono anche essere applicate, valutate e spesso modificate
Tipi di politiche pubbliche: non tutte sono uguali
Ogni politica pubblica ha caratteristiche diverse. Una delle classificazioni più famose è quella elaborata da Theodore J. Lowi, la sua classificazione è importante perché mostra come i diversi tipi di politiche generino diversi livelli di conflitto politico, richiedano strumenti differenti e coinvolgano attori diversi. Secondo Lowi, infatti, ogni tipo di politica ha una sua propria “logica di governo”. Ecco le sue quattro categorie principali:
- Politiche distributive – danno benefici a singoli gruppi senza creare forti conflitti (es. incentivi alle imprese)
- Politiche redistributive – tolgono risorse a qualcuno per darle ad altri: generano più scontro (es. tasse progressive)
- Politiche regolative – stabiliscono regole e limiti (es. norme su sicurezza alimentare)
- Politiche costituenti – creano nuove istituzioni o cambiano le regole del gioco (es. la nascita dell’Antitrust)
Per capire meglio come queste categorie funzionano nella realtà, possiamo fare qualche esempio attuale:
- Politiche distributive: I bonus edilizi come il Superbonus 110% sono un chiaro esempio. Ne hanno beneficiato una parte della popolazione (proprietari di immobili), incentivando lavori di ristrutturazione e riqualificazione energetica.
- Politiche redistributive: Il Reddito di cittadinanza è una politica redistributiva: sposta risorse dallo Stato (finanziato dalla fiscalità generale) verso soggetti in difficoltà economica. Ha generato dibattiti e divisioni, proprio perché tocca la redistribuzione della ricchezza.
- Politiche regolative: L’obbligo di green pass durante l’emergenza Covid o le norme sul fumo nei locali pubblici sono esempi di regolazione del comportamento individuale per fini collettivi.
- Politiche costituenti: L’istituzione dell’Autorità Garante della Privacy o di quella Anticorruzione rappresentano scelte istituzionali che creano nuovi soggetti e cambiano le regole del gioco.
Un’altra classificazione, quella proposta dal politologo James Q. Wilson, si basa su un criterio molto pratico: chi sostiene i costi e chi riceve i benefici? Da qui derivano quattro tipi di scenari politici, ciascuno con dinamiche e conflitti diversi.
- Benefici diffusi / Costi diffusi: sono politiche a vantaggio collettivo, come i vaccini gratuiti o la scuola pubblica. Tutti contribuiscono, tutti ne beneficiano: il consenso è spesso ampio.
- Benefici concentrati / Costi diffusi: è il caso dei sussidi a specifiche categorie (come i fondi per determinati settori economici). Pochi ne traggono vantaggio, ma i costi sono sostenuti da tutta la collettività. Possono generare polemiche e accuse di favoritismo.
- Benefici diffusi / Costi concentrati: politiche come le normative ambientali rigide, che impongono costi a industrie inquinanti, ma portano benefici per la salute pubblica. Hanno spesso consenso generale ma trovano resistenze nei gruppi penalizzati.
- Benefici e costi concentrati: sono politiche che riguardano solo alcuni gruppi, sia nei vantaggi che negli svantaggi. Il dibattito è acceso ma ristretto: ad esempio, una riforma fiscale che coinvolge solo specifiche professioni o categorie.
Questa classificazione aiuta a capire perché alcune politiche sono facili da attuare, mentre altre incontrano forti ostacoli.

Come nascono le politiche pubbliche?
Il processo che porta alla creazione di una politica pubblica è lungo e articolato. Le fasi principali sono:
- Identificazione del problema – qualcosa non funziona: disoccupazione, inquinamento, carenze sanitarie. Chi porta il problema all’attenzione pubblica? Partiti, media, movimenti, esperti.
- Formulazione – si cercano soluzioni. Tecnici e politici propongono alternative.
- Decisione – si sceglie la linea da seguire. Entra in gioco il Parlamento o altri organi decisionali.
- Attuazione – qui interviene la pubblica amministrazione, che può modificare o adattare la politica alle condizioni reali.
- Valutazione – si verifica se la politica funziona. Spesso è una fase trascurata o sottovalutata, ma è fondamentale per capire se le risorse sono state spese bene e se gli obiettivi sono stati raggiunti. La valutazione può portare a miglioramenti, aggiustamenti o persino all’abbandono della politica.
- Revisione o fine – le politiche non sono eterne. Possono essere cancellate, riformulate, oppure diventare parte stabile del sistema.
Chi influenza le politiche pubbliche?
Siamo portati a pensare che siano solo governo e Parlamento a fare le politiche pubbliche, ma in realtà partecipano tanti attori:
- I partiti, che propongono e sostengono le scelte politiche
- La pubblica amministrazione, che le mette in pratica e talvolta le modifica
- I gruppi di interesse (es. sindacati, associazioni industriali), che influenzano l’agenda politica
- I cittadini organizzati (movimenti, comitati), che portano temi nuovi all’attenzione pubblica
- Gli esperti, che forniscono analisi e soluzioni
Perché tutto questo è importante? Un esempio di successo (e uno meno riuscito)
Le politiche pubbliche plasmano la società, distribuiscono risorse, stabiliscono diritti e doveri. Ma possono anche creare ingiustizie o favorire solo alcuni gruppi. Pensiamo a due casi concreti:
- Il programma di vaccinazione gratuita ha avuto un impatto positivo dimostrabile in termini di salute pubblica e riduzione dei costi sanitari.
- Al contrario, il Reddito di cittadinanza, pur avendo aiutato molte famiglie in difficoltà, è stato criticato per scarsa efficacia nella creazione di lavoro stabile.
Questi esempi ci ricordano che una politica ben pensata può fare la differenza, mentre una mal progettata può generare sprechi e sfiducia.
Ecco perché è fondamentale:
- informarsi su cosa fanno le istituzioni
- partecipare attivamente al dibattito politico
- pretendere trasparenza e valutazione delle politiche
- comprendere il legame tra scelte politiche e effetti quotidiani
Conclusione: rendere la politica davvero pubblica
Ti sei mai chiesto quali politiche ti riguardano direttamente?
Capire come funzionano le politiche pubbliche significa anche capire come possiamo incidere davvero nella vita democratica. Ogni cittadino ha il diritto e il dovere di conoscere, controllare e influenzare ciò che viene deciso in suo nome.
Nel nostro blog Politica per tutti, vogliamo rendere comprensibili concetti spesso riservati agli addetti ai lavori e offrire a chiunque gli strumenti per capire, discutere e influenzare le scelte politiche. Continueremo a spiegare in modo chiaro e accessibile come funziona la politica concreta, perché solo quando comprendiamo cosa succede possiamo davvero partecipare, scegliere e farci ascoltare.
Un grazie di cuore ad Adrian Bianchi, brillante studente di Scienze Politiche alla Luiss di Roma, nostro amico e affezionato lettore, per averci ispirato questo approfondimento. In un suo messaggio ci ha scritto: «La politica non è fatta solo di competizione, elezioni, partiti. La politica ha un’altra faccia, quella delle politiche pubbliche». Con questo spunto, ci ha spronato a raccontare in modo semplice e chiaro un tema importante ma spesso trascurato. È anche grazie a chi ci segue con passione che Politica per tutti continua a crescere!


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